
Oltre il muro della diffidenza: tensioni tra colleghi e vie d’uscita possibili
Ogni giorno i docenti a scuola devono districarsi nella “giungla” scolastica della burocrazia, dei corsi di formazione, delle sigle varie (Pdp, Pei, Pnrr, Pon, Ptof, ecc.🥴) e delle relazioni con studenti, genitori e colleghi. Proprio sulle relazioni con i colleghi vorrei soffermarmi, in particolare, per analizzare alcune dinamiche disfunzionali che contribuiscono a creare rapporti deleteri e poco funzionali, a discapito del lavoro.

Non è personale (ma fa male): reagire con consapevolezza alle critiche
Ogni giorno i docenti sono sottoposti a pressioni notevoli da parte di studenti e genitori, mettendo a dura prova la loro pazienza e la loro serenità mentale. Alle critiche quotidiane si aggiungono quelle dell’opinione pubblica, che spesso giudica senza conoscere davvero la complessità del lavoro educativo, creando un clima di giudizio continuo e logorante. Questi attacchi da più fronti rappresentano una seria minaccia all’equilibrio emotivo necessario per svolgere il proprio lavoro con motivazione, lucidità e determinazione, rischiando di compromettere la qualità della didattica e il benessere dell’intero ambiente scolastico.

Teacher wellness: abitudini semplici per stare meglio ogni giorno
Il lavoro del docente, per quanto se ne dica, non è così semplice come può sembrare visto dall’esterno. Un docente è costantemente sottoposto a pressioni da parte di genitori, studenti e dirigenti, per non parlare dell’enorme peso della responsabilità di cui è caricato.

Il peso e la leggerezza della fine dell’anno scolastico
Un altro anno scolastico è andato, tra alti e bassi, tra soddisfazioni e delusioni, tra rimpianti e rimorsi. Come ogni anno, siamo giunti alla fine e ora non resta che fare un resoconto, positivo o negativo che sia. La fine di un lungo percorso iniziato a settembre e durato 9 mesi genera spesso sentimenti contrastanti: chi si sente sollevato, chi si sente malinconico, chi sente malinconico e allo stesso tempo sollevato.