Non è personale (ma fa male): reagire con consapevolezza alle critiche

“L’insegnamento è il più frustrante dei mestieri moderni. I docenti oggi sono una vera e propria categoria sotto attacco.” (Alessandro Barbero)
Ogni giorno i docenti sono sottoposti a pressioni notevoli da parte di studenti e genitori, mettendo a dura prova la loro pazienza e la loro serenità mentale. Alle critiche quotidiane si aggiungono quelle dell’opinione pubblica, che spesso giudica senza conoscere davvero la complessità del lavoro educativo, creando un clima di giudizio continuo e logorante. Questi attacchi da più fronti rappresentano una seria minaccia all’equilibrio emotivo necessario per svolgere il proprio lavoro con motivazione, lucidità e determinazione, rischiando di compromettere la qualità della didattica e il benessere dell’intero ambiente scolastico.
I troppi luoghi comuni sul lavoro del docente hanno logorato l’immagine di quella che, una volta, era considerata una professione ambita e di tutto rispetto. L’illusione iniziale di chi si approccia per la prima volta al mondo della scuola, si trasforma ben presto in frustrazione e demotivazione di fronte alla presa di coscienza di quella che è la vera e triste realtà. Vedere il proprio lavoro sminuito e criticato da chi non ha mai messo piede in una classe è emotivamente deleterio, ma è possibile adottare determinati atteggiamenti per smorzare o annullare l’effetto che le continue critiche possono creare sul proprio benessere emotivo e psichico.
Una prima cosa da fare è non prenderla troppo sul personale. Purtroppo, uno dei più grandi difetti di alcune persone è quello di criticare qualsiasi azione si compi, giusta o sbagliata che sia, soprattutto senza avere alcuna conoscenza della situazione e del contesto. Partendo da questo presupposto, è importante capire che certe illazioni, non avendo un fondamento, assumono un ruolo irrilevante. Ciò che viene detto senza cognizione di causa non ha ragione d’essere poiché si tratta di assunzioni soggettive, dettate principalmente da mancanza di informazioni o da informazioni errate o da presupposizioni infondate.
È di fondamentale importanza tenere bene a mente che ciò che una persona dice sugli altri, rivela molto più di lei che degli altri. In sostanza, il modo in cui le persone giudicano, descrivono o criticano gli altri è principalmente uno specchio della loro personalità, delle loro insicurezze, delle loro esperienze e del loro stato d’animo interiore. A volte, le critiche distruttive sono un modo disfunzionale per innalzare la propria autostima o per nascondere i propri difetti, creando una falsa percezione di superiorità. Riconoscere questo meccanismo aiuta ad evitare di interiorizzare i giudizi esterni e a gestire meglio le relazioni, mantenendo il proprio benessere emotivo.
Per tutelare e mantenere il proprio equilibrio psichico, sarebbe opportuno non dare seguito alle critiche ed astenersi dal rispondere. Ricordate, non ogni pietra lanciata merita di essere raccolta. Alcune vanno semplicemente lasciate cadere a terra, senza permettere che interrompano il proprio cammino. Reagire a ogni critica è una trappola, soprattutto quando quella critica non vuole migliorarvi, ma destabilizzarvi. Scegliere a cosa dare energia vi pone ad un livello elevato di maturità ed intelligenza che vi consente di non farvi sopraffare emotivamente e di mantenere la lucidità necessaria per non lasciarsi condizionare dai giudizi altrui.

In alcuni casi, però, non è possibile astenersi dal rispondere alle critiche. Allora cosa si fa in questo caso? Innanzitutto, evitate di reagire con rabbia, cosa che farebbe mettere ulteriormente sulla difensiva chi vi sta attaccando. Perciò, fate un bel respiro, mantenete la calma e rispondete evitando toni accusatori e senza ricorrere a giustificazioni affrettate. Dimostrate di aver compreso il punto di vista dell’altro, quindi esponete il vostro con chiarezza e motivazioni fondate. Il più delle volte, un atteggiamento calmo e posato destabilizza la controparte, poiché ciò che ci si aspetta è, solitamente, una reazione violenta. In mancanza di essa, l’altra persona perde ogni aggancio per poter continuare ad attaccare, costringendola a desistere.
Purtroppo però, non siamo tutti uguali e non tutti reagiamo allo stesso modo. Potrebbe capitare che, nonostante l’utilizzo di un approccio assertivo e contenitivo, qualcuno non abbandoni il proprio proposito di criticare e sminuire. In questa situazione, è bene evitare di controbattere e chiudere immediatamente la discussione, magari utilizzando una frase del tipo: “Mi dispiace, ma devo fermarti qui.” E se l’altra persona non dovesse comunque demordere, a questo punto evitate di reagire ulteriormente e mantenetevi fermi nella vostra intenzione di chiudere il discorso.
In conclusione, tenete bene a mente che le critiche non parlano di voi, ma di chi sta facendo quella critica. Un giudizio soggettivo, dettato da ignoranza o scarsa informazione, non ha lo stesso peso di un giudizio obiettivo, generato da conoscenza approfondita, analisi critica e reale comprensione del contesto. Proseguite dritto per la vostra strada, sempre consapevoli del vostro valore, e non permettete a nessun giudizio affrettato e infondato di togliervi il buonumore, la motivazione e il benessere emotivo. Ricordate, il problema non siete voi, ma tutti coloro che non capiscono o non vogliono capire quanto siano fondamentali i docenti per formare le menti di quelli che saranno il futuro del nostro paese.
